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Vita in Campagna
Sommario rivista Approfondimento
01
Gennaio

  2003
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VITA IN CAMPAGNA
Coltivare "spinacine", gli spinaci da taglio da consumare crudi


La coltura delle spinacine è piuttosto semplice e consigliabile anche per i piccoli orticoltori ai primi tentativi di coltivazione (si può attuare pure sul terrazzo in vasi o contenitori simili). Il prodotto che si ottiene è gradevole e, oltre a essere una novità, può costituire un’ulteriore opportunità che l’orto offre per ampliare e variare l’alimentazione della famiglia

Lo spinacio è un ortaggio piuttosto conosciuto che ha mantenuto presso una larga parte dei consumatori una buona popolarità soprattutto perché viene venduto surgelato oppure per il fatto che, talora, lo si può trovare in apposite confezioni fresco, già lavato e pronto per la cottura. Sul mercato è presente pure il prodotto tradizionale, ma il lavoro di pulizia e lavaggio richiede tempo. Lo spinacio viene impiegato cotto, tuttavia alcuni consumatori utilizzano i cuori delle piante crudi, in insalata, perché sono più teneri rispetto alle foglie esterne e possono costituire un contorno diverso dal solito.
Per poter usufruire di un prodotto un po’ nuovo, alcuni orticoltori hanno coltivato lo spinacio con tecniche simili a quelle delle lattughe o delle cicorie da taglio. Si è ottenuto così un prodotto ancora più tenero e gradevole dei cuori delle piante adulte. Sul mercato si possono trovare con il nome di spinaci da taglio o "spinacine".

La coltivazione

Gli spinaci coltivati per consumarne
le foglie crude sono anche conosciuti
con il nome di "spinacine"
La coltivazione dello spinacio per il taglio non presenta particolari difficoltà.
È consigliabile la coltivazione che si svolge da fine inverno all’inizio dell’estate dato che questo è un periodo in cui la luce non manca.
Infatti lo spinacio è una pianta che accumula nitrati, sostanze che, se in quantità elevate, sono negative per la salute, ma di regola la loro quantità è minore quando le giornate sono più lunghe perché le piante vegetano attivamente. Si può adattare a vari tipi di terreno tranne quelli più sassosi.
La reazione più adatta per questa coltura è compresa in valori che vanno da 6 (terreni poco acidi) a 7,5 (terreni poco alcalini).
Per quanto riguarda la concimazione si può fare a meno di apportare qualsiasi tipo di fertilizzante, ma si può attuare la coltura, di durata piuttosto breve (il suo ciclo di coltivazione è attorno ai 60 giorni), dopo un ortaggio concimato in abbondanza (per esempio pomodoro, zucchino). Si può così usufruire di quanto le precedenti coltivazioni lasciano nel terreno (i tecnici la chiamano fertilità residua) e si evita un elevato accumulo di nitrati nelle foglie.

Non sono necessarie lavorazioni profonde del terreno (è sufficiente lavorare il suolo a una profondità di 20 centimetri). In ogni caso bisogna che sia assicurato un rapido sgrondo dell’acqua dalle aiole e che gli strati superficiali vengano lavorati accuratamente per consentire una germinazione il più omogenea possibile.
Per quanto riguarda la semina, la quantità di seme da impiegare è almeno di 4 grammi (un grammo contiene 80-100 semi) per metro quadrato, ma se ne può usare una quantità anche maggiore se si vogliono piante più fitte. Per la germinazione la temperatura minima è di 4° C, quella ottimale di 10-15° C, mentre sopra i 24° C di regola la germinazione si blocca. Con temperature di 15° C la germinazione avviene in circa 10 giorni.
È consigliabile eseguire la semina a righe (file) distanti tra loro 8-12 centimetri per potere togliere con più facilità eventuali piante infestanti (a mano o con un piccolo estirpatore) e smuovere il terreno in superficie. La profondità di semina è attorno a un centimetro, ma nei suoli dotati di maggiore pesantezza è meglio tenersi un po’ più in superficie. Dopo la semina è conveniente coprire le aiole con tessuto non tessuto perché facilita e rende più omogena la germinazione.
Già da subito dopo la semina bisogna seguire le colture con moderate, ma ripetute, irrigazioni che dovranno diventare più frequenti a mano a mano che aumentano le temperature. Infatti, facendo patire la siccità allo spinacio si provoca la salita a seme delle piante e si ottiene un prodotto di qualità scadente.
Qualora si verificassero attacchi di lumache conviene eseguire la raccolta diretta oppure installare una barriera di lamiera zincata alta 70-80 cm e affondata nel terreno per almeno 10 centimetri. È possibile impiegare pure le apposite esche contenenti metaldeide (non classificato, 10-15 grammi per 10 metri quadrati, 20 giorni di tempo di sicurezza).

A sinistra:
semina a righe strette.

A destra:
piante a inizio crescita foglie

La scelta delle varietà

Essendo consigliabile attuare la coltura a fine inverno-primavera è necessario scegliere varietà che si adattano a questo periodo. Sono da preferire quelle a foglia liscia perché sono più facili da lavare, ma a livello familiare si possono impiegare pure quelle con foglie semi-bollose o anche bollose. La varietà adottata nella coltura rappresentata nelle foto è Lorelay (a foglia liscia, detta anche Re dell’estate e Meraviglia del mercato), ma se ne possono usare altre come la Matador (con foglia semi-bollosa), Fortune e America (con foglia più bollosa). Sono invece da escludere dalla coltivazione le varietà autunno-invernali che di regola vanno precocemente a seme.
Il periodo di semina va da fine febbraio a fine aprile (un po’ in tutte le zone del nostro Paese tranne l’alta collina e la montagna dove bisogna seminare solo quando la temperatura si stabilizza sopra i minimi per la germinazione).

La raccolta

La raccolta può iniziare già nella seconda metà di aprile e protrarsi fino al termine di giugno-primi di luglio. Durante l’estate la coltura può riuscire solo nelle zone di montagna.
La raccolta si esegue con le forbici (vanno molto bene, per esempio, quelle che servono per tagliare i bordi del prato) quando le foglie sono alte 6-8 centimetri. È consigliabile tagliare un po’ "alto" in modo da non lesionare il cuore della pianta che darà origine alle foglie dei tagli seguenti. È anche da raccomandare la raccolta nel pomeriggio perché è in questo momento della giornata che le foglie trattengono meno nitrati.
Da un metro quadrato di superficie si ottengono, a seconda del numero dei tagli e dell’altezza a cui si tagliano le foglie, da 0,6 a 1,2 kg di prodotto.
Una volta raccolte, le foglie si possono conservare per due-tre giorni in frigorifero in un sacchetto di polietilene per alimenti ma, come larga parte dei prodotti da utilizzare freschi, è consigliabile raccogliere la quantità necessaria per il consumo immediato.

L'utilizzazione in cucina

Le spinacine si consumano soprattutto crude da sole o in insalate miste. Alcuni buongustai preparano un’insalata con spinacine, formaggio (Emmenthal, mozzarella, scamorza, Asiago) tagliato a cubetti e gherigli di noce spezzettati; il tutto viene condito con un po’ di sale, olio extra vergine di oliva e qualche goccia di limone o di aceto (di vino oppure di mele). Le spinacine si possono utilizzare anche per preparare minestre e risotti.

Le proprietà alimentari e terapeutiche degli spinaci
(
Paolo Pigozzi)

Gli spinaci sono uno degli ortaggi commestibili più ricchi di sostanze con effetto protettivo sull’organismo. La vitamina C, il beta-carotene (precursore della vitamina A), la xantofilla (una sostanza di colore giallo dotata di una buona azione antiossidante) riparano l’organismo dai danni provocati dai radicali liberi, mantengono giovani e funzionali le cellule e riducono il rischio di tumore. L’acido folico degli spinaci freschi (che viene tuttavia distrutto facilmente dalla luce e dal calore) permette la corretta moltiplicazione cellulare.
Gli spinaci, tuttavia, contengono elevate quantità di acido ossalico che, sotto forma di ossalato di calcio, viene eliminato attraverso le urine e può facilitare la formazione di calcoli. Inoltre l’eccesso di acido ossalico ostacola l’assimilazione intestinale di ferro, calcio e altri minerali presenti negli alimenti.
Gli spinaci, poi, sono spesso troppo ricchi di nitrati (soprattutto se non provengono da coltivazioni biologiche). Durante i processi digestivi i nitrati vengono trasformati in nitriti che, nell’intestino, si legano alle ammine (diffuse in moltissimi alimenti) dando luogo alla formazione di nitrosammine, sostanze che nell’animale sono sicuramente cancerogene.
Le caratteristiche nutrizionali degli spinaci, soprattutto se cotti e abbondantemente conditi con burro e formaggio, non li rendono adatti per i bambini, gli artritici, per chi ha calcoli renali, per chi soffre di gastrite e di gotta. Vanno meglio invece gli spinaci, e quindi anche le spinacine, se consumati crudi (ad esempio in deliziose insalate con funghi freschi affettati), oppure appena scottati a vapore e conditi con olio e sale.



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