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Bruxelles: filo diretto
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Christopher Stopes, i movimenti del bio contro la riforma

Christopher Stopes, presidente della sezione europea di Ifoam (Federazione internazionale dei movimenti del biologico), si oppone alla riforma del settore bio in discussione a livello Ue. In particolare, Ifoam è contraria all'istituzione di una soglia a livello Ue che consenta di decertificare un prodotto in caso di contaminazione accidentale da pesticidi non autorizzati nel regime biologico. Filmato a Bruxelles l'8 giugno 2017.






- Il dossier sul biologico: riforma o status quo?

- Vogliamo un ritorno allo status quo, cioè al regolamento 834/2007, in modo da potervi aggiungere alcuni elementi che riteniamo positivi emersi dal dibattito sulla riforma che ha avuto luogo negli ultimi tre anni. La risposta quindi è: status quo e riforma allo stesso tempo.



- Alcuni dicono che i movimenti del biologico vogliono i pesticidi nel piatto… Lei come replica?

- Non può essere vero, perché il settore del biologico si impegna per un mondo senza pesticidi anche se viviamo in uno che invece ne è pieno. Il 95% dell'agricoltura europea dipende dall'utilizzo della chimica.

Gli agrochimici sono molto diffusi nell'ambiente ed è molto difficile evitare contaminazioni accidentali. Ecco perché può accadere che alcuni prodotti biologici possano contenere residui molto bassi di una sostanza chimica o un cocktail di sostanze.

Ma il punto è che la certificazione biologica non si basa sul prodotto, ma su un sistema che garantisce che i pesticidi non siano necessari perché si prendono misure di protezione preventive. Se ti prendi davvero cura delle colture, se non eccedi nell'uso di fertilizzanti e se fai la rotazione, la necessità di usare pesticidi sparisce.
Questo è ciò che vogliamo comunicare al mondo e può essere che nel futuro tutti facciano come noi, ma nel frattempo viviamo in un mondo inquinato, ce ne rammarichiamo, ma pratichiamo un sistema che non fa affidamento su queste sostanze chimiche.

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