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Arnaud Petit, l'incerto futuro della riforma Ue del biologico

Arnaud Petit, direttore del Copa & Cogeca, parla del futuro del dossier sul biologico, dal 2014 in discussione presso le istituzioni europee. Filmato a Bruxelles il 2 Giugno 2017.





- Il dossier sul biologico: a che punto siamo arrivati e qual è il punto di vista del Copa & Cogeca sulla situazione?


- Siamo in una fase cruciale, a quattro anni dall'inizio dei negoziati tra Commissione europea, Parlamento e Consiglio. Si deve compiere una scelta politica.

Per noi lo status quo non è la soluzione ideale perché il mercato dell'agricoltura biologica è in espansione ma l'aumento degli approvvigionamenti viene essenzialmente dalle importazioni. Oltre a questo, l'attuale assetto delle regole non permette di sanare le distorsioni provocate dalle diverse legislazioni sul bio nei diversi Stati membri.

L'unica soluzione è che i ministri si mettano d'accordo nel Consiglio del 12 giugno, su dei principi politici in modo da chiudere questo negoziato per la riforma delle regole per il settore biologico.



- Per voi, insomma, la riforma è necessaria


- Come ho detto, dal punto di vista economico importiamo prodotti bio più che produrli e molti agricoltori hanno investito in attesa della nuova regolamentazione. Il fatto che ci sia tanto ritardo nel varare le nuove regole non fa altro che avvantaggiare i nostri concorrenti, cioè i produttori bio dei paesi terzi.   

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